Perché millennial e generazione Z sono più a rischio di perdita dell’udito?

Spesso pensiamo che la perdita dell’udito sia un problema legato all’avanzare dell’età. In realtà, anche adolescenti e giovani adulti – in particolare i Millennial e la Generazione Z – sono sempre più esposti a questo rischio.

Il motivo? L’esposizione prolungata a suoni forti, soprattutto attraverso cuffie, auricolari, smartphone e videogiochi. Uno stile di vita digitale e connesso ha aumentato il tempo di ascolto a volumi elevati, spingendo l’udito verso i limiti di sicurezza.

ALCUNI DATI

Dati recenti mostrano che circa il 17% degli adolescenti e il 19% dei giovani tra i 20 e i 29 anni manifestano sintomi di perdita dell’udito causati dal rumore.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che oltre 1 miliardo di giovani è a rischio di perdita dell’udito permanente ma evitabile, a causa di pratiche di ascolto non sicure.

LA PERDITA DELL’UDITO DA RUMORE

L’ipoacusia da rumore si verifica quando siamo esposti per lunghi periodi di tempo a rumori forti, o a causa di un’esposizione improvvisa a suoni di oltre 85 decibel.

Spesso questa condizione si verifica sul lavoro, in particolare in settori come l’edilizia e la produzione.

Esistono però anche comportamenti e abitudini quotidiane che possono mettere a rischio l’udito, come per esempio:

  • L’ascolto tramite cuffie o auricolari ad alto volume per lunghi periodi di tempo
  • La partecipazione a concerti, festival musicale e serate in discoteca
  • Praticare sport motoristici
  • Utilizzare utensili elettrici o rumorosi (tosaerba, trapani..)

Negli ultimi 15 anni è aumentato il tempo di esposizione a rumori forti tra i giovani e questo è dovuto principalmente a smartphone, video-giochi e altre attività dove il suono viene riprodotto in modalità streaming.

Adolescenti e giovani indossano cuffie e auricolari più frequentemente rispetto alle generazioni precedenti: per lo studio, l’allenamento e nel tempo libero.

VIDEO-GIOCHI E RISCHI PER L’UDITO

Una revisione sistematica pubblicata su BMJ Public Health ha analizzato la relazione tra l’uso dei videogiochi (inclusi gli eSport) e il rischio di perdita dell’udito e/o acufene. La ricerca mostra un’associazioni tra l’uso frequente di videogiochi e la comparsa di sintomi uditivi (acufene, perdita dell’udito ad alta frequenza) e l’impostazione in media di livelli di volume superiori tra i giocatori, che spesso superano i livelli di sicurezza accettabili suggeriti dalle linee guida..

PROTEGGERE L’UDITO

La buona notizia è che la perdita dell’udito rumore può essere prevenuta, adottando le giuste misure.

Quando si utilizzano cuffie o auricolare, è importante mantenere il volume a un massimo di 60 decibel, per non più di un’ora al giorno. Gli smartphone permettono di scaricare app con misuratori di decibel, per tenere traccia dei livelli del volume di ascolto e ricevere notifiche quando si supera il limite di esposizione.

Anche indossare tappi per le orecchie in luoghi rumorosi, come concerti o gare automobilistiche, aiuta a preservare l’udito.

Ricordate di fare pause dal rumore, soprattutto se percepite sintomi come dolore alle orecchie o mal di testa.

I Millennial e la Gen Z sono le prime generazione cresciute circondati dalla tecnologia e dall’audio digitale. Con l’aumento dell’esposizione al rumore, cresce anche il rischio di danni all’udito, ma grazie a piccoli accorgimenti quotidiani è possibile proteggere la nostra capacità d’ascolto.

Per prenotare un controllo dell’udito, puoi contattare i professionisti dei nostri centri.

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